giovedì 17 novembre 2011

sconfitte amare

copio e incollo da Repubblica:
La lettera che gli studenti hanno scritto per la protesta di oggi:


Alle cittadine ed ai cittadini di Roma, a tutti coloro che si sentono parte di quel 99% che non vuole pagare la crisi
c. a del Sindaco di Roma Gianni Alemanno
c. a del Questore. Dr. Francesco Tagliente
c. a del Prefetto Giovanni Pecoraro

Siamo le studentesse e gli studenti che in queste giornate hanno riaperto spazi di partecipazione all'interno degli atenei e delle scuole della nostra città.

Se l'anno scorso con il nostro no alla Riforma Gelmini dicevamo che un'altra idea di scuola e università esiste e deve nascere da un confronto con chi la vive tutti i giorni, oggi vogliamo dire con forza che non ci basta mandare a casa Berlusconi per colpa dello spread, per sperare in un futuro migliore per il nostro paese.

Siamo convinti che il Governo Monti applicherà tutte le misure che la BCE ha imposto all'Italia, come ricatto per uscire dalla crisi: privatizzazioni, riduzione dei diritti, smantellamento dello stato sociale; siamo convinti che ci diranno che ogni nostro "no" disturberebbe la quiete dei mercati, mettendo in pericolo la stabilità economica e la crescita.

Ci inviteranno ad essere tutti più responsabili, dicendo che "responsabilità" sia sinonimo di "scelta obbligata".  Noi siamo convinti invece che oggi "responsabilità" voglia dire "non rinunciare".

Non rinunciare a portare avanti tutte le nostre battaglie per un'università diversa, per la ricerca e la scuola pubblica, contro la precarietà,

la riduzione dei diritti dei lavoratori e la privatizzazione dei beni comuni. La nostra battaglia contro chi vuole far pagare la crisi a tutti noi e non a quell'1% che specula e fa profitti quando le agenzie di rating declassano il nostro debito pubblico.

Vogliamo che il Governo Monti faccia i conti con tutto questo e vogliamo farlo nella giornata in cui molto probabilmente avverrà il suo insediamento, portando le nostre istanze sotto il Senato o ovunque verrà votata la fiducia a questo governo.

Vogliamo farlo nella giornata del 17 Novembre, giornata mondiale di mobilitazione studentesca, a maggior ragione perché quest'anno scenderanno in piazza quei movimenti che hanno animato in questi mesi con le loro proteste il dibattito pubblico per un'altra società, come Occupy Wall Street.

Vogliamo farlo riprendendoci le strade della nostra città, come abbiamo sempre fatto, raccogliendo il consenso della gente. Per questo invitiamo tutti quelli che fanno parte del 99%, precari, donne, lavoratori, movimenti per la difesa dei beni comuni a sostenerci e ad unirsi alla mobilitazione.

Vogliamo farlo opponendo i nostri book bloc ad ogni divieto, rifiutando qualunque clima di intimidazione come quello del 3 novembre davanti alle scuole o dell'11 davanti al Ministero dell'Economia, perché abbiamo sempre dimostrato che l'occupazione di strade e piazze è un atto di riappropriazione di luoghi collettivi, è presa di parola, è riapertura di spazi di dissenso, in un contesto che non prevede democrazia reale.

Crediamo che nessuna restrizione degli spazi di manifestazione sia legittima, per questo vogliamo che il Sindaco Alemanno e il Prefetto Pecoraro cancellino qualsiasi ordinanza che regolamenti i cortei e che sia garantita di nuovo la libertà di esprimere dissenso in questa città.

Studenti e studentesse medi e universitari in mobilitazione

(16 novembre 2011)




non sono più studente.
o meglio, sono iscritta ma non ho ancora finito, perchè lavoro  e non ho voglia di studiare.
questa lettera cade proprio oggi in un giorno che definisco " di merda".
in un giorno in cui i rospi ingoiati in questo anno qui dentro questa realtà lavorativa " di merda", oggi sono tutti a livello gola e saltano facendomi lacrimare... che io poi non voglio paingere, ma loro sono anarchiche ed escono da sole.

perchè quando non arrivi a fine mese,
quando a 32 anni deve scegliere se comprarti le scarpe o pagare il dentista,
quando cominci a pensare che una delle possibili soluzioni è mandare tutti a cagare e tornare a vivere con i miei per recuperare almeno parte delle spese,
quando cominci a pensare che è vero che ho sbagliato tutto, ma non posso certo tornare indietro,
quando vedi che ti fai il culo a tarallo e non hai più una vita, e un un milaus appena arrivato ha la corsia preferenziale verso la promozione dopo solo 6 mesi di contratto,

mi viene solo da piangere.


ci sono cose più importanti nelle vita,
la salute prima di tutto ( nonna mia ha ragione)
gli affetti,
ma il pensiero costante su quel meno in banca non aiuta!


Buongiorno un cazzo mondo !!!!

e a voi studenti,
non fatevi tagliare le ali,
il mio errore più grande è stato quello,
me le hanno tagliate direttamente in famiglia,
ma voi seguite le vostre passioni e lottate CAZZO !!!


( me sembro steve jobs pace all'anima sua oggi)



4 commenti:

  1. direi che è ora di pensare al secondo punto della "To do" list:
    -smettere di farsi il culo a tarallo per un lavoro che ci toglie vita, salute e sorriso e cominciare a fottersene di vari soggetti quali milaus, svamp, zoccole e pretini ecc... ecc.. (che poi sarebbero due punti ma forse inscindibili...)

    che leggere di quelle lacrime mi ha lasciato un nodo in gola che non mi va giù neppure a colpi di Halls.

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  2. walli cara...
    ogni tanto bisogna pur dar sfogo i rospi... altrimenti o si impazzisce o si fa una strage...
    ma oggi mi rode troppo...manco fossi seduta su una convention di porcospini!

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  3. eccomi. tornata a casa per tagliare le spese.
    e neanche ce la faccio.
    imporrei a tutti i politici e a monti pure di fare una settimana a sderenarsi di lavoro come faccio io prima di parlare di "sacrifici".
    che l'unica cosa che mi posso permettere ora come ora è di respirare l'aria sporca che respiro finchè non mi tassano pure quella.
    e i sacrifici non sono più disposta a farli. anche perchè più di così mi taglio le vene.

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  4. e comunque las, non ci pensà. che magari milaus con un calcio in culo è entrato e con due calci in culo lo cacciano ;-)

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