martedì 17 maggio 2011

tira un bel vento

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

Antonio Gramsci - Gli Indifferenti

10 commenti:

  1. dicevo.. che mi piace un mondo leggerti attraverso delle parole così meravigliose..

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  2. Dicevo che il sommo Dante, tanti secoli prima, definiva gli ignavi "Sciagurati che mai non furon vivi". E dicevo pure che indifferenza per me è sinonimo di ignavia.

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  3. dico:

    che siete 3 donne meravigliose...

    lasnues ( che ovviamente non si logga per pigrizia eheheheh)

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  4. giusto x non smentirci :
    *Basta un solo attimo a contrarre la viltà,
    Basta fare finta che si chiami libertà*
    etc etc

    il vento sta cambiando.

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  5. ahhhhhhhh...
    non capivo perché tutte iniziassero con dicevo.
    e quando ho postato il commento ho capito...

    magari tardi eh, ma prima o poi ci arrivo...
    :-D

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  6. root....

    anche tu fai sei come le 3 donne che ti hanno preceduto...

    sei meravigliosa :-D !!!!

    io mi auguro per tutti che non sia solo una brezza primaverile...ma l'inizio di un uragano... solo così si può ripartire !!!

    idealiste?????
    mmmmmmmmmm .... mumble mumble.... di sicuro si, ma siamo in tanti ! :)!

    lasnues

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  7. si ok vado a votare
    ma non ti arrabbiare !
    mi sono sentita per tutto il post come se una grossa freccia luminosa lampeggiante indicasse dall' alto su di me
    e mi schiacciasse, ma vedi se è questo il modo di iniziare il mercoledì
    BUONA GIORNATA LAS e non bere il terzo caffè come me ! (delicate)

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  8. Nonostante i mezzi di informazione siano accessibili a tutti, sono ancora troppe le persone che se ne fregano. come se non fosse affar loro. Come se vivessero su un altro pianeta. Bah.
    Grandissime parole, grandissima tu.

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dicevi?